Nell'ormai lontano 1994 i tecnici della
Onion SpA (
www.onion.it) la prima società italiana ad occuparsi di tecnologie Internet, individuando il desiderio ed il
bisogno di comunicare delle persone, sviluppano un talk-system perfettamente integrato e autonomo che, precorrendo i tempi, contiene al suo interno tutte le funzionalità necessarie per una comunicazione completa, sia sincrona, tramite una chat, che asincrona tramite un sistema di posta elettronica interna che permette agli utilizzatori di comunicare fra di loro anche se non sono collegati nello stesso momento.
Tale sistema viene chiamato
"Cipollina" (onion in inglese vuol dire cipolla) e viene messo on-line nel dicembre del 1994:
il successo fu immediato.
Le ancora poche persone connesse ad internet dimostrano immediatamente come il bisogno di comunicare sia una delle molle primarie che portano a volersi collegare in rete e le registrazioni a Cipollina raggiungono i 10.000 utenti già nel febbraio del 1995.
Alla fine del 1995 gli utenti di Cipollina raggiungono quota 40.000 (vale a dire che quasi una persona su 3 di chi aveva internet a quel tempo utilizzava Cipollina per comunicare).
Il successo di Cipollina però aveva dei costi che una piccola società come la Onion di allora non era in grado di sostenere: la banda passante aveva costi proibitivi (una linea dedicata da 64kb costava 82 milioni di lire (di allora) l'anno) e inoltre i computer (gli antichi 386) le memorie (un mega costava circa 30.000 lire, il processore "pentium" ancora non esisteva e ai gigabyte di memoria non si pensava nemmeno).
Tentando di non far morire la sua creatura per il troppo successo la Onion cercò di correre ai ripari limitando il numero degli accessi contemporanei ad alcune centinaia (tutte le sere era una guerra per potersi connettere prima che il sistema si dichiarasse busy) poi chiedendo agli utenti un contributo in danaro per sostenere le spese di funzionamento e di manutenzione del sistema.
Questo scatenò una vera e propria rivoluzione culturale nella rete fra coloro che sostenevano il diritto ad avere tutto gratis e chi invece capiva che dietro a Cipollina c'erano delle persone che lavoravano per farla funzionare, e che alla fine del mese dovevano, giustamente, essere pagate (di pubblicità in internet non si parlava ancora).
La querelle venne comunque risolta dai dirigenti della Onion che, non riuscendo ad erogare un servizio all'altezza a causa del basso numero di clienti (quelli che pagavano) rispetto agli utilizzatori (che potevano continuare a connettersi gratis) decisero di chiudere il sistema e
spensero le macchine.
Era fine di novembre del 1996, e Cipollina aveva quasi 100.000 utenti registrati, il 25% dei quali aveva mandato delle offerte in danaro per tentare di mantenerla in vita.
I computer che facevano vivere Cipollina rimasero spenti per più di due anni, mentre le cose nel mondo in generale, e in Internet in modo particolare, cambiavano ed evolvevano in modo tumultuoso.
Il numero delle persone che si connettevano alla rete aumentava in modo esponenziale, e di pari passo diminuivano i costi delle risorse di rete.
Dagli 80 milioni anno per linee dedicate a 64 kb si era passati ai 10 M/a per linee dedicate a 2 MB.
Erano nati migliaia di Internet Services Provider, e le stesse società di telefonia fornivano connessione e servizi di rete: si preparava il terreno sul quale sarebbe prima cresciuta, e poi scoppiata, la "bolla di internet" che arricchì alcuni e impoverì moltissimi con le quotazioni stratosferiche raggiunte dalle azioni delle società che si occupavano, o semplicemente dicevano di occuparsi di Internet.
Era la fine del 1999, e i dirigenti della Onion, ridimensionatisi i costi delle risorse decisero di far
rivivere Cipollina, ma solo come testimonianza di un tempo che stava passando, senza dedicare nessun tipo di risorsa al suo sviluppo o alla sua manutenzione evolutiva.
Nonostante ciò, nell'aprile del 2000, Cipollina poteva di nuovo contare su più di 50.000 utenti registrati, che tornarono ad essere più di 100.000 alla fine di quello stesso anno.
E sempre nello stesso anno si moltiplicavano in giro per l'Italia, in modo assolutamente spontaneo, i
"Cipollina fans clubs", mentre gli utenti, in modo totalmente autogestito, organizzavano in molte città le allora famose
"Cipo cene" nel corso delle quali
si trasformavano in contatti reali e vere amicizie le chiacchierate virtuali fatte utilizzando Cipollina talk system.
Ma l'apice del successo coincise con il canto del cigno, per la vecchia "Cipo", che a partire da allora cominciò un lento ma inesorabile declino.
Da un lato, nessuno la seguiva nè la sviluppava mantenendola al passo con i tempi e con le tecnologie, dall'altro avanzavano inesorabili nuovi sistemi di chatting, o, come si cominciò a dire allora, di messanging: Yahoo lanciava il suo "messanger", Microsoft il suo MSN, tutte le società di telecomunicazioni avevano capito che le persone volevano contattarne altre, e il chattare in internet divenne una vera e propria moda:
un fenomeno sociale e di costume.
In questo scenario di competizione spinta la vecchia Cipo non poteva competere, e si trovava quindi a languire vedendo gli utenti connessi diminuire sempre più nel numero e nei tempi di collegamento, fino al punto da risultare poco più che uno dei tanti oggetti dimenticati nel web.
Fu a questo punto, era la fine del 2002, che un gruppo di utenti/amici, particolarmente affiatati fra di loro e fedelissimi user di Cipo, chiesero alla Onion di poter
prendersi cura della ormai storica Chat, e, per un prezzo simbolico, la Onion cedette loro sia il sistema che il dominio "storico"
www.cipollina.net.
Queste benemerite persone, pur non avendo potuto far nulla per riportare Cipo agli antichi splendori, l'hanno comunque mantenuta viva frequentandola ed usandola, e permettendo ad altri di poterla usare e frequentare fino ai giorni nostri.
E dai giorni nostri la storia riparte.
Nel Maggio del 2009 viene fondata Superpartes SpA, (
www.superpartes.biz) una società fortemente orientata all'innovazione e che dell'innovazione fa il suo core business nell'ambito del web 2.0 e dell'integrazione fra il web e le tecnologie dei mobile device di ultima generazione.
I fondatori di Superpartes sono fra le persone che, nel 1994, avevano fondato la Onion e, anche per ragioni affettive, decidono di perseguire l'innovazione ma senza perdere di vista la tradizione, il passato, e... in fondo in fondo... la "storia di Internet" in Italia.
Acquisiscono sia il dominio che il sistema e si propongono di
mantenere in vita la vecchia Cipo non senza darle una nuova veste, sia grafica che funzionale portandola, anche tecnologicamente, al passo con i tempi, ampliandone le funzioni e la velocità e permettendoti, se lo vuoi, di utilizzare
la nuova chat più vecchia del mondo.
Veste grafica nuova,
tecnologie d'avanguardia che però non modificano lo "spirito" che anima la vecchia Cipo, e che rende attuale ancora oggi, nel 2010, lo slogan che accompagna Cipo da quasi 20 anni.
Perchè ancora oggi, come quasi vent'anni or sono,
Cipollina è bella... perchè è frequentata da belle persone.